A GIOIA: LECTIO MAGISTRALIS DI PHILOSOPHIA

«La Scuola e l’Università insegnano alcune conoscenze ma non la natura della conoscenza che porta in sé il rischio di errore e di illusione…» tratto dall’opera “Insegnare a vivere” di Edgar Morin che, secondo la massima di Rousseau, spiega come:«per insegnare a vivere è necessario individuare le carenze e le lacune del nostro insegnamento attuale per affrontare i problemi vitali come quelli dell’errore, dell’illusione della parzialità umana».
Ma allora, siamo continuamene minacciati dal commettere errori senza saperlo? Siamo condannati all’interpretazione?
Con questi interrogativi, la sera di giovedì 18 gennaio, nell’Auditorium del Liceo Scientifico R. Canudo di Gioia, la prof.ssa Liliana Attolino ha introdotto l’incontro con Annalisa Caputo dell’Università degli Studi di Bari (docente di Didattica della filosofia e Linguaggi della filosofia), organizzato in collaborazione con l’Associazione dei genitori dell’Istituto e con il patrocinio del Comune
“Philosophia ludens…per tutti” il tema della serata una lezione sul rapporto che unisce filosofia, gioco e vita. E su questo legame la prof.ssa Caputo ricorda “La bottega di Filosofia” di Ivan Fossati un brano che inizia: «oggi chiamano filosofi se stessi gli insegnanti di filosofia …..» e si conclude: « sono un visionario vedo quello che non c’è…». La possibilità di fare pratica di filosofia, come all’interno di una bottega, l’abbiamo tutti, ha spiegato la docente. E ancora, «la cosa più importante che può fare la filosofia è quella di aiutarci a sognare e vedere un mondo che non c’è».
La filosofia va intesa come capacità di meravigliarci e la funzione del filosofo, ha proseguito la prof.ssa, che non è diverso dagli altri uomini, è quella di aiutarci a dare voce a una serie di domande che ci poniamo e che non riusciamo a esternare.
In sintesi, la filosofia riguarda alcuni mentre il filosofare riguarda tutti e cita il pensiero di F. NIETZSCHE: «un filosofo è un uomo che costantemente vive, vede, sente, intuisce, spera, sogna cose straordinarie».
Ma come mai poi non tutti la comprendono? E’ colpa nostra, docenti universitari, spiega la Caputo, pecchiamo in capacità comunicativa perché troppo chiusi nei nostri ambiti accademici.
Nel corso del suo intervento non ha nascosto una particolare attenzione per la scuola primaria e ha quindi presentato “Philosophia ludens”, un’idea nata durante il suo periodo di insegnamento presso Istituto superiore per fare qualcosa per gli studenti e che poi si è sviluppata in ambito universitario con la costituzione di un gruppo di ricerca.
Il progetto ha come idea di fondo quella di mettere “un pensiero in gioco”. Un pensare che si vuole mettere in gioco. Non bisogna dare per scontato che determinate discipline come la matematica o la filosofia debbano essere insegnate solo come si è fatto sinora attraverso metodi consolidati nel tempo, si può procedere anche attraverso nuovi metodi sperimentali. La filosofia non si fa solo con la testa ma con tutto il corpo sul campo e questo è costituito dalla classe. Si tratta di un modo di pensare che sceglie il gioco come “forma di mediazione”.
E su questo cita Hans Georg Gadamer autore di “Verità e metodo” che sul concetto di gioco si è così espresso:
 il gioco è una cosa seria. Colui che non lo prende sul serio viene definito guastafesta;
 il gioco è trasmutazione in forma. Un filosofo, un medico e ingegnere, si spogliano dei loro ruoli nella società per calarsi nella parte del giocatore e quindi uguale a tutti glia altri giocatori;
 il gioco è partecipazione;
 il gioco, come l’arte, è arricchimento;
 il gioco, come l’arte, è scoperta del possibile.

Così come ci si arricchisce attraverso la lettura di importanti opere, ha spiegato la prof.ssa Caputo, anche nel gioco il bambino impara e scopre nuove cose di sé. Il gioco quindi, come l’arte, è la scoperta del possibile.
Una lezione che ha suscitato molto interesse anche in relazione a un articolato percorso che il progetto e il gruppo di ricerca ha svolto e che ha dato origine a 240 attività per giocare in classe con la storia della filosofia.

Il connubio tra gioco e il pensare con la propria testa rappresenta una innovazione didattica che vuole costituire un supporto per sperimentare in classe una didattica ludico-creativa. I giochi, ampiamente sperimentati, sono presentati come dinamiche a squadre, pensate per vivere in maniera divertente (ma anche rigorosa) il dialogo con i pensatori del passato, con le loro proposte e letture della vita, con i loro scritti: finestre aperte sulla realtà, squarci di mondo, visioni del possibile. Nella consapevolezza che ogni filosofia ha qualcosa da insegnarci e che nessuna può avere la pretesa di esaurire la visione del tutto.
Nell’ambito del programma “Percorsi innovativi” questi i prossimi appuntamenti:
 7 febbraio 2018 con il prof. Valerio Magrelli : “Le poesie vanno sempre rilette” – “La poesia del ‘900”;
 14 marzo 2018 con il prof. Paolo Crepet: “Il coraggio. Vivere, amare, educare”;
 15 marzo 2018 con il prof. Nicola Laforgia: “I vaccini e la loro importanza scientifica”
 7 aprile 2018 con il prof. Alfio Quarteroni: “I modelli matematici”;
 maggio 2018 con il prof. Luciano Canfora: “Come lo sudio degli antichi possa giovare alla democrazia odierna”.
Gianfranco Paradiso, 19 gennaio 2018

A GIOIA: LECTIO MAGISTRALIS DI PHILOSOPHIA

Gianfranco Paradiso


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