bari

INADEGUATE le risposte delle istituzioni a sostegno dell’integrazione

Nel 22° rapporto statistico sull’immigrazione, si legge che le questioni relative al fenomeno migratorio in Puglia, stanno riscuotendo una crescente non curanza. L’interesse della politica e le riflessioni a sostegno dell’agire si sono arenate e, in molti spazi reali e virtuali delle istituzioni, il termine immigrazione non viene nemmeno più pronunciato. In questi ultimi mesi si è tornato a sbarcare sulle coste pugliesi. L’accoglienza però si traduce nel trattenimento nei Cara (Centri di accoglienza richiedenti asilo) e Cie (Centri di identificazione e espulsione). Nel Cara di Bari sono ospitati oltre 1000 stranieri rispetto alla capienza di 744 unità. Molte sono anche le presenze nel Cie. Questi Centri non assicurano nessuna forma di democrazia nei confronti di poveri disperati.  Molte problematiche sono rimaste sospese, senza un’adeguata risposta da parte della società.  Angela Martiradonna, psicologa e responsabile della sezione pugliese del Dossier Statistico sull’immigrazione di Caritas e Migrantes, sostiene che: “in Puglia si è stanchi di parlare di immigrazione, nonostante la ripresa di sbarchi e un aumento delle richieste di asilo, a livello istituzionale c’è sempre più silenzio”. Nella sola provincia di bari si registra una presenza di stranieri non comunitari di  32mila unità  contro le 65mila dell’intera regione.

No, sotto il profilo della capacità di favorire l’integrazione, Bari è una realtà comune a tante altre città della penisola. Lo dimostrano gli accorati appelli al sindaco da parte del comitato Piazza Umberto, costituito per segnalare  lo stato di abbandono in cui versa l’area. Un tempo polmone verde del centro cittadino  e meta di passeggiate di nonni con nipotini. Oggi luogo di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti. Una ricerca svolta dall’Università di Milano ha stabilito che Bari è la città più felice d’Italia. Di diverso parere sono i tanti immigrati che vivono in città. I risultati raggiunti dalle politiche sull’integrazione sono ancora molto deludenti. In questo campo Bari non è proprio un’oasi felice . Forse  la nebbia  ha impedito ai ricercatori  milanesi di vedere tutto ciò che sta oltre il mare, il sole e il caldo. Nel capoluogo pugliese in particolare,per gli stranieri in cerca di fortuna, molto resta da fare. Il miraggio di un futuro migliore, la speranza di una vita tranquila, si infrangono contro il muro dell’indifferenza. Per loro Bari è ancora solo una porta di ingresso con divieto di sosta. Le solo iniziative di sostegno e assistenza sono concentrate nelle mani delle associazioni.

Giovanni Paradiso

Non è tutto oro ciò che luccica nella città di Bari

Gianfranco Paradiso


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