In questi mesi mi è capitato spesso  di chiudere gli occhi e di pensare alla mia fanciullezza, la gioventù non l’ho mai conosciuta,  e di imbattermi nel ricordo dei  racconti di mia nonna Rosa, esordiva quasi sempre con :«ai miei tempi non era così…», racconti ricchi di emozioni, semplici e pieni di salutari esempi di vita.

Mi raccontava di come era stata dura la vita, alzarsi all’alba per governare la stalla, mungere le mucche e  trasformare il latte in vari prodotti che poi vendeva e con il ricavato accudiva le figlie. Era il 1940 e la  nonna era sola mentre il marito,  nonno Ciccio, era in  Eritrea con le truppe della Campagna dell’Africa Orientale. La guerra è stata per loro una brutta esperienza.

Sono stati  belli gli anni ’60 e la mia generazione ha iniziato a muoversi in concomitanza con gli anni del boom economico, della seicento, della televisione e dei vari elettrodomestici. Tutti elementi che i nostri nonni vent’anni prima neanche potevano sognare.

Nonno Ciccio e nonna Rosa, genitori di mia madre, mi hanno insegnato tanto. Hanno sviluppato in me una discreta capacità di adattamento alle circostanze improvvise e imprevedibili. Ho fatto tesoro dei loro consigli  e durante la mia carriera militare non ho avuto grosse difficoltà ad adattarmi a circostanze  in cui  mancavano i termosifoni o l’acqua calda.

Oggi la situazione è cambiata, gli over 65 hanno uno stile di vita diverso e non fanno invidia a quello dei quaratenni. Più della metà si sente del tutto a proprio agio nella società globale, in tanti passa più di un’ora la settimana a navigare in internet. E’ calata la percentuale di chi vede la TV o si dedica ad attività di tipo religioso.

Sono divenuti più curiosi e per questo si informano e amano le novità. In loro si è molto sviluppata la passione per vari  hobby e voglia di cimentarsi in nuove esperienze, come il ballo o le escursioni turistiche. Esempi di partecipazione e impegno si possono intercettare nel ruolo che sul territorio nazionale assolve l’Università della Terza Età.

Istituto che svolge la propria attività sul piano del volontariato e si propone di realizzare una valida forma di educazione permanente, di promuovere iniziative di socializzazione, di guidare i suoi iscritti alla riscoperta di interessi culturali, affinché il tempo libero e la terza età siano vissuti come valori positivi per sé e per gli altri. Una testimonianza ricca di eloquenti esempi di successo espressi anche dalla sede gioiese.

NON SOLO BALLI, TEATRO E DIZIONE

Ieri il ballo, la dizione e il teatro incuriosivano, oggi è il digitale, l’universo da esplorare. I social sono divenuti piattaforme dove si rinverdiscono i ricordi e si riannodano rapporti.

I nuovi over 65  si sentono ancora giovani e hanno voglia di esplorare la nuova era digitale. Una generazione che dopo aver affrontato la rivoluzione culturale del 1968 durante la propria giovinezza è pronta a rimettersi in gioco e a rispondere alla sfida delle nuove tecnologie senza mai rinunciare al benessere del proprio fisico.

I nuovi ultrasessantacinquenni oggi appartengono a un nuovo universo sotto certi aspetti poco conosciuto. L’idea di una persona  poco integra, goffa, attraversata da tanti problemi di salute è stata riposta in soffitta. Il mondo è cambiato, gli interessati sono ora energici e pieni di vitalità.

La nonna di oggi al nipote racconta delle battaglie combattute in piazza per ottenere lo “Statuto dei Lavoratori”, il nuovo diritto di famiglia, l’aborto e le tante conquiste femminili in  settori dominati dall’uomo. Ai nipoti oggi si trasferisce l’amore per il viaggio,  per lo sport e la cura della persona.

Va anche sottolineato che la nuova generazione dei nonni rappresenta oggi, rispetto alla mia nonna Rosa, la più numerosa e anche quella economicamente più stabile che, grazie alla pensione, può contare su entrate certe. Secondo una specifica ricerca, il 71 per cento di loro riesce a mettere dei soldi da parte e rappresenta un interessante punto di riferimento per organizzazioni e aziende che vogliono puntare sulla valorizzazione dei senior per lo sviluppo di economia e benessere nel nostro Paese.

I senior italiani in questi ultimi anni di crisi economica, pandemia a parte, hanno rappresentato un valore aggiunto familiare attraverso il quale si sono potutti aiutare figli e nipoti.

MAI SOTTOVALUTARE LA TERZA ETA’

L’esercito degli over 65 può contare su una forza superiore ai 13milioni di persone. Un numero che ogni anno aumenta in modo esponenziale. E per questo suscita non poche preoccupazioni anche in occasione delle consultazioni politiche a ogni livello. Si tratta di elettori che non hanno più nulla da perdere e quindi assai disponibili ai cambiamenti. Per questo in un recente passato in modo assai provocatorio qualcuno lanciò l’idea di togliere loro il diritto di voto.  Mai ci fu sul tema uscita più infelice.

Le esigenze di questa schiera di elettori non vanno sottovalutate, sia sotto l’aspetto sanitario ed assistenziale, perché rappresentano una compagine di cui la società non potrà mai farne a meno, il loro impegno in diversi ambiti supportano le istituzioni e offrono garanzia di successo e di emulazione tra le nuove generazioni.

Gianfranco Paradiso, 04 settembre 2020

OVER 65, PIU’ AUTONOMI E DIGITALI

Gianfranco Paradiso


Collabora con il periodico "La Voce del Paese"


Post navigation