Abbiamo aperto il nuovo anno con alcuni spunti di riflessione sul 2017 caratterizzato da molti tratti di violenza di genere e in particolare quella sulle donne. Un tema quello della violenza che non conosce soluzioni di continuità e che raccapriccia ancor di più quando colpisce minori e le donne appunto.
DATI ISTAT SULLA VIOLENZA DI GENERE
A settembre 2017, In occasione della presentazione di uno studio di settore, l’Istituto di statistica ha posto in evidenza come i femminicidi non sono che la forma più estrema di violenza di genere e che quella contro le donne rappresenti un fenomeno spesso di difficile misurazione in quanto originato negli ambiti familiari. In un contesto dove invece dovrebbe sentirsi più sicura.
La prima indagine dedicata alla violenza sulle donne è stata condotta nel 2006 con il contributo anche dei centri antiviolenza. Si è stimato che nel corso della loro vita una donna su tre ha subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale.
Attraverso l’indagine sulla sicurezza dei cittadini, l’Istat ha potuto analizzare anche l’aspetto relativo alle molestie in ambito lavorativo. Ne sono state colpite circa il 9 per cento delle lavoratrici. Irrilevante la percentuale di quante hanno denunciato l’accaduto agli organi competenti.
Sul tema del femminicidio a fine legislatura, lo scorso anno, il parlamento ha approvato un quadro normativo che tutela gli orfani di crimini domestici. Sono previste, tra l’altro, tutele ai figli minorenni e maggiorenni, economicamente non autosufficienti, della vittima di un omicidio commesso dal coniuge (anche se separato o divorziato), dal partner di un’ unione civile (anche se cessata) o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza. Gli orfani di crimini domestici potranno accedere al gratuito patrocinio a prescindere dai limiti di reddito. Lo Stato si farà carico delle spese sia nel processo penale sia in quello civile, compresi i procedimenti di esecuzione forzata.

ANCORA VITTIME CON L’ANNO NUOVO
Il 2018 è appena iniziato e una giovane donna nigeriana, Miracle Francis, è stata uccisa dal marito. E mentre si allunga la lista delle vittime si avverte un senso di impotenza contro questi atti di inumana violenza. Le leggi ci sono, ma non sempre vengono applicate con efficacia, sostiene Fabio Roia, magistrato dal 1986, già sostituto procuratore a Milano, autore del libro “Crimini contro le donne” .
Ogni volta che una donna viene uccisa, sostiene Roia, ci si indigna ma poi ci si rassegna e anche i media finiscono per far scivolare il fatto di cronaca sempre più in basso. Eppure i femminicidi sono tragedie assolutamente evitabili. Le convenzioni e le leggi, in Europa e in Italia, ci sono. Le politiche pensate per creare un diverso approccio culturale nei confronti del rispetto del genere femminile anche. Si tratta allora di lavorare sulla cultura.
Da un po’ di tempo in Italia, qualsiasi tema si affronti, si finisce sempre col sostenere che è questione di “cultura” o che occorre un “cambio culturale”, eppure sul genere femminile già qualche secolo fa si leggeva:
 “Per tutte le violenze consumate su di lei,
per tutte le umiliazioni che ha subito,
per il suo corpo che avete sfruttato,
per la sua intelligenza che avete calpestato,
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata,
per la libertà che le avete negato,
per la bocca che le avete tappato,
per le sue ali che avete tarpato,
per tutto questo:
in piedi, signori, davanti ad una Donna!” WILLIAM SHAKESPEARE

 “Amate, rispettate la donna. Non cercate in essa solamente un conforto, ma una forza, una ispirazione, un raddoppiamento delle vostre facoltà intellettuali e morali. Cancellate dalla vostra mente ogni idea di superiorità: non ne avete alcuna”.Giuseppe Mazzini

e in chiave moderna:

 “Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza”. Rita Levi Montalcini.

Il XX secolo è di certo il periodo delle grandi conquiste e rappresenta l’epoca della riscossa femminile e Virginia Woolf ha dato lustro a questo successo attraverso la realizzazione del saggio “Una stanza tutta per sè” – “La bellezza del mondo ha due tagli, uno di gioia, l’altro di angoscia, che ci dividono il cuore” opera che ha rappresentato un vero e proprio manifesto sulla condizione femminile dalle origini ai nostri giorni, che ripercorre il rapporto donna-scrittura dal punto di vista di una secolare esclusione attraverso la doppia lente del rigore storico e della passione per la letteratura. Come poteva una donna, si chiede la scrittrice inglese, dedicarsi alla letteratura se non possedeva “denaro e una stanza tutta per sé”? Si snoda così un percorso attraverso la letteratura degli ultimi secoli che, seguendo la simbolica giornata di una scrittrice del nostro tempo, si fa lucida e asciutta riflessione sulla femminilità. Un classico della scrittura e del pensiero.
In queste ultimi mesi Gioia è stata teatro di incontri e dibattiti sulla violenza di genere e in particolare sulle donne, storie raccontate attraverso linguaggi diversi, attraverso la pittura, la poesia, la musica, il suono delle parole e la rappresentazione fotografica.
E’ accaduto lo scorso 28 dicembre a Palazzo Romano Eventi durante la presentazione di “Un granello di colpa”, di Antonella Caprio e la fotografa barese Daniela Ciriello, un libro tutto al femminile che attraverso due forme di comunicazione, il racconto e la fotografia, narra la donna soggiogata ovvero la donna ammaliata, usata, abusata e poi gettata, ma soprattutto diventa un testo-invito alla donna a prendere coscienza delle proprie possibilità.
Non c’è felicità senza bellezza e la resilienza è uno degli aspetti della bellezza. E di questo la donna ne rappresenta l’incarnazione per eccellenza. E di storie di resilienza ve ne sono tante e ad alcune di loro si è data voce la sera del 16 gennaio nella suggestiva cornice del Chiostro di Palazzo San Domenico con l’incontro “Il volo delle farfalle” promosso dal Centro L.i.A. in collaborazione con la Cooperativa Animalenta e l’Ambito territoriale di Gioia del Colle. Un’occasione, come ha precisato la D.ssa Angela Lacitignola, Coordinatrice del Centro, per introdurre il concetto di resilienza intesa come: «l’erba di un prato, sempre calpesta e sottoposta alle tempeste degli agenti atmosferici, si piega ma non si spezza». Non c’è felicità senza bellezza e la resilienza è uno degli aspetti della bellezza. E di questo la donna ne rappresenta l’incarnazione per eccellenza. E’ poi intervenuta, sul tema della bellezza, Letizia Cobaltini che ha sottolineato il ruolo della poesia nel suscitare emozioni; attraverso il lavoro dei poeti si ha la possibilità di tenere allenati il corpo e il cuore.

CONCLUSIONI

Una delle migliori qualità del temperamento umano è la resistenza alla rottura. Una risorsa che ne determina la personalità. Un elemento che aiuta a trovare la forza di reagire dinanzi alle turbolenze della vita. Non di rado, dinanzi a certe situazioni, prevalgono lo sconforto e lo scoraggiamento e si dimentica di avere risorse che possono farci rialzare. Questa dote si chiama resilienza, la capacità con cui le persone riescono, attivando risorse interiori ed ambientali, a fronteggiare in modo positivo lo stress e le avversità della vita.
Diverse sono le accezioni del significato di resilienza:
 in ingegneria è la capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi.
 in informatica, è la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati;
 in ecologia e biologia è la capacità di un ecosistema di ripristinare l’omeostasi, ovvero la condizione di equilibrio del sistema, a seguito di un intervento esterno (come quello dell’uomo) che può provocare un deficit ecologico;
 in psicologia, viene vista come la capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente.
Vi è poi la resilienza urbana che a livello dei singoli sta nella capacità dei cittadini di assorbire e metabolizzare le differenze e superare l’avversione verso chi è religiosamente diverso.

La “resilienza”, intesa come capacità di riemergere fortificati da difficoltà e traumi, con una particolare attenzione su coloro che sono spesso vittime di maltrattamenti e anche di altre forme di violenze come quelle psicologiche rappresenta l’antidoto a ogni forma di abuso fisico e non solo.
Tante donne dopo episodi di violenza riescono a prendere il volo altre hanno difficoltà perché prigioniere di paure e vergogna. Ad aiutarle a venirne fuori a rompere con una cultura patriarcale e discriminante a rigenerare la resilienza basta un incontro, quello giusto, magari con il Centro Antiviolenza Li.A. un punto di riferimento per prevenire e combattere il fenomeno della violenza di genere.
Per info e contatti su Li.A. : 3389898797 – 3208649008

Gianfranco Paradiso, 18 gennaio 2018

RESILIENZA: UN PRATO DI ERBA CHE SI PIEGA MA NON SI SPEZZA

Gianfranco Paradiso


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